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HomeNutrizione, umore e sonno

Alimentazione emotiva

Mangiare in risposta alle emozioni è un comportamento comune, non un difetto di volontà. Il cibo attiva circuiti di ricompensa e offre un sollievo immediato, che però dura poco e spesso lascia senso di colpa.

Riconoscere la fame emotiva

Fame fisicaFame emotiva
Arriva gradualmenteArriva all'improvviso
Qualsiasi cibo va beneDesiderio di un cibo specifico
Si ferma con la sazietàContinua oltre la sazietà
Non lascia senso di colpaSpesso lascia senso di colpa

Le strategie che aiutano

  1. Non tenere in casa grandi scorte di cibi che si consumano compulsivamente.
  2. Mangiare a sufficienza durante il giorno: la restrizione diurna è la causa principale delle abbuffate serali.
  3. Fare una pausa di dieci minuti tra l'impulso e l'azione, cambiando ambiente.
  4. Nominare l'emozione: noia, stanchezza, rabbia, solitudine chiedono risposte diverse dal cibo.
  5. Costruire alternative concrete: una telefonata, una camminata, una doccia, un compito manuale.
  6. Mangiare con attenzione, seduti, senza schermi, lentamente.
  7. Non usare la punizione: saltare il pasto successivo peggiora il ciclo.

Quando serve aiuto

Abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, condotte di compenso come vomito o lassativi, pensiero costante sul cibo e sul peso, isolamento sociale legato ai pasti sono segnali di un disturbo del comportamento alimentare. Sono condizioni frequenti, che riguardano ogni età e ogni genere, e si curano.

In Italia è attivo il Numero Verde SOS Disturbi Alimentari 800 180 969, gestito con il supporto dell'Istituto Superiore di Sanità. Parlarne con il medico di famiglia è sempre un buon punto di partenza.