Alimentazione e qualità del sonno
Sonno e alimentazione si influenzano a vicenda: dormire poco aumenta la fame e la preferenza per cibi dolci e grassi, mentre certe scelte alimentari peggiorano il riposo.
Cosa disturba il sonno
- Caffeina fino a sei ore prima di coricarsi: ha un'emivita di 4-6 ore, più lunga negli anziani.
- Alcol: induce sonnolenza ma frammenta il sonno nella seconda parte della notte e peggiora l'apnea.
- Cene abbondanti o molto grasse, che allungano la digestione.
- Cibi piccanti e acidi in chi soffre di reflusso.
- Troppi liquidi la sera, che aumentano i risvegli notturni.
- Nicotina, stimolante spesso sottovalutata.
Cosa può aiutare
Una cena moderata, con carboidrati complessi, una fonte proteica leggera e verdura cotta, consumata due o tre ore prima di dormire. Alcuni alimenti contengono triptofano, precursore della serotonina e della melatonina: latte, uova, legumi, semi, banana, avena. L'effetto è modesto, ma l'abitudine di una tisana calda o di un bicchiere di latte tiepido funziona anche come rituale.
La melatonina
È un integratore usato soprattutto per il jet lag e per alcuni disturbi del ritmo sonno-veglia. Non è un sonnifero e non risolve l'insonnia cronica, che ha nel trattamento cognitivo-comportamentale il primo approccio raccomandato.
Le abitudini che contano più del cibo
Orari regolari, camera buia e fresca, niente schermi nell'ultima ora, esposizione alla luce del mattino, attività fisica ma non nelle due ore prima di coricarsi.
Russamento intenso con pause respiratorie e sonnolenza diurna marcata possono indicare apnee notturne: è un quadro da valutare dal medico, spesso legato al sovrappeso.