Interazioni tra cibo e farmaci
Alcuni alimenti cambiano la velocità con cui un farmaco viene assorbito o smaltito. Le interazioni più rilevanti sono poche ma importanti.
Pompelmo e succo di pompelmo
Blocca un enzima intestinale (CYP3A4) che degrada molti farmaci. Il risultato è un aumento della concentrazione nel sangue, con più effetti indesiderati. Riguarda in particolare alcune statine (simvastatina, atorvastatina), alcuni calcio-antagonisti, immunosoppressori e ansiolitici. L'effetto dura fino a 24 ore, quindi non basta distanziarlo.
Verdure a foglia verde e anticoagulanti
La vitamina K contrasta l'azione del warfarin. La regola non è eliminare le verdure verdi, ma mantenerne un consumo costante, evitando settimane senza e settimane con grandi quantità. Gli anticoagulanti orali diretti non hanno questo problema.
Latte e latticini
Il calcio lega tetracicline, chinoloni, bifosfonati e levotiroxina, riducendone l'assorbimento anche in modo marcato. Vanno assunti a distanza di almeno due ore.
Caffè, tè e alcol
La caffeina somma i suoi effetti a quelli di broncodilatatori e di alcuni stimolanti. L'alcol aumenta la sedazione di ansiolitici e antistaminici e la tossicità epatica del paracetamolo.
Liquirizia
Consumata in quantità importanti aumenta la pressione e riduce il potassio, interferendo con antipertensivi e diuretici.
Regole generali
- Leggere sempre il foglietto illustrativo alla voce interazioni.
- Assumere i farmaci con acqua, non con succhi o latte, salvo indicazione diversa.
- Riferire al medico e al farmacista tutti gli integratori e le tisane in uso.
Non modificare mai dosaggi o orari di un farmaco per adattarli ai pasti senza chiederlo a chi lo ha prescritto.