Caffè, tè e bevande zuccherate
Caffè e caffeina
Per un adulto sano la soglia considerata sicura è di 400 mg di caffeina al giorno, circa 3-4 tazzine di espresso. In gravidanza il limite scende a 200 mg.
Contenuti indicativi: espresso 60-80 mg, caffè americano 90-120 mg per tazza, tè nero 40-50 mg, tè verde 25-40 mg, lattina di cola 35 mg, energy drink 80 mg o più.
Gli studi osservazionali associano un consumo moderato di caffè a un rischio non aumentato, e in alcuni casi ridotto, di diabete di tipo 2 e malattie del fegato. Chi ha reflusso, aritmie, ansia o insonnia può doverlo limitare a prescindere dai dati di popolazione.
Tè e tisane
Il tè verde e nero apportano polifenoli e poca caffeina. I tannini riducono l'assorbimento del ferro vegetale, quindi meglio berli lontano dai pasti se si è a rischio di anemia. Le tisane non sono tutte innocue: alcune erbe interagiscono con i farmaci, come l'iperico, la liquirizia che alza la pressione e il senna che se usato a lungo irrita l'intestino.
Bevande zuccherate
Una lattina da 330 ml contiene circa 35 grammi di zucchero, cioè quasi sette cucchiaini, e 140 kcal che non saziano. Il consumo abituale è associato ad aumento di peso, carie, steatosi epatica e diabete di tipo 2. I succhi di frutta al 100 per cento sono migliori sotto il profilo delle vitamine, ma restano concentrati di zuccheri senza fibra: al massimo un bicchiere al giorno.
Le bevande light
Sostituire le bibite zuccherate con versioni con dolcificanti riduce le calorie. Non sono però una scelta neutra da consumare senza limiti: l'obiettivo resta abituare il palato a bere acqua.
Il modo più rapido per ridurre gli zuccheri della dieta è togliere le calorie che si bevono, non quelle che si mangiano.