Quando rivolgersi a un professionista
Molte persone possono migliorare l'alimentazione da sole seguendo le linee guida. In alcune situazioni, però, servono competenze specifiche.
Situazioni che richiedono una valutazione
- Diabete, malattie renali, malattie epatiche, malattie cardiovascolari.
- Celiachia, malattie infiammatorie intestinali, sindrome dell'intestino irritabile che non migliora.
- Allergie alimentari accertate o sospette.
- Gravidanza e allattamento con condizioni particolari, come diabete gestazionale.
- Alimentazione di bambini con crescita rallentata o selettività estrema.
- Diete vegane in gravidanza, infanzia o terza età.
- Sarcopenia, fragilità, perdita di peso involontaria.
- Preparazione o recupero da chirurgia, incluse le chirurgie bariatriche.
- Disturbi del comportamento alimentare, che richiedono un'équipe con medico, nutrizionista e psicoterapeuta.
- Obesità con altre patologie associate.
- Sport agonistico.
Come prepararsi alla visita
- Portare esami del sangue recenti e la documentazione clinica.
- Elencare farmaci e integratori assunti.
- Annotare per qualche giorno cosa si mangia realmente, orari compresi.
- Chiarire gli obiettivi e i vincoli: lavoro, turni, budget, abitudini familiari.
Cosa aspettarsi
Un piano realistico, adattato ai gusti e alla vita quotidiana, con obiettivi graduali e verificabili. Una dieta che non si riesce a seguire per più di due settimane non è una buona dieta, per quanto tecnicamente corretta.
Il servizio sanitario nazionale offre ambulatori di dietologia e nutrizione clinica: il medico di famiglia può indirizzare verso i percorsi disponibili nella propria zona.