Carenze più comuni in Italia
Anche in un paese con buona disponibilità di cibo alcune carenze restano frequenti, spesso silenziose per anni.
Vitamina D
È la più diffusa: riguarda una quota rilevante della popolazione, in particolare anziani, persone che escono poco, chi ha pelle scura e chi usa costantemente creme solari. Segni possibili: dolori ossei diffusi, debolezza muscolare, cadute frequenti. Si verifica con il dosaggio della 25-OH-vitamina D.
Ferro
Colpisce soprattutto donne in età fertile, adolescenti, vegetariani stretti e anziani con perdite intestinali croniche. Segni: stanchezza persistente, pallore, unghie fragili, fiato corto sotto sforzo, mal di testa. In presenza di anemia va sempre cercata la causa, non solo corretta con l'integratore.
Folati
Il fabbisogno raddoppia in gravidanza. La supplementazione con acido folico è raccomandata da almeno un mese prima del concepimento e nel primo trimestre.
Calcio e vitamina B12
Il calcio scarseggia in chi ha eliminato i latticini senza sostituirli con fonti alternative. La B12 manca nei vegani non integrati e in molti anziani, che assorbono meno la forma legata alle proteine alimentari; l'uso prolungato di farmaci antiacido peggiora il quadro.
Cosa fare
- Non partire dagli integratori ma dagli esami, prescritti dal medico curante.
- Correggere prima la dieta dove possibile.
- Integrare solo la sostanza carente, alla dose indicata e per il tempo indicato.
- Ricontrollare i valori dopo il periodo stabilito.
Stanchezza cronica, capogiri o pallore non vanno interpretati da soli: possono avere molte cause diverse dalla nutrizione e meritano una visita.